La Blood Storm

Noi Elfi la raccontiamo così, e la conosciamo, perché c’eravamo all’alba

Gli dei, la source, e i piani

C’è solo la sourcestone. Quello che  la sourcestone non tocca, non esiste. Solo la sourcestone dà forma all’informe, dà materia all’immateriale, esprime l’energia elementale in luoghi e cose tangibili.

A una connessione di piani elementali, gli dei scoprirono una grande massa di sourcestone, che modellarono in un mondo che chiamarono Telara. Come un fabbro batte l’acciaio sull’incudine, così gli dei diedero forma all’energia elementale sulla sourcestone. Fecero le montagne e i mari, le foreste rigogliose, gli uccelli che volteggiano in cielo, e la morte che arriva strisciando dopo tutto quello che è.

Gli dei soffiarono la vita nelle genti di Telara, con le razze che seguivano gli dei perché la natura divina parlava ai mortali. Per Tavril, proteggevamo la natura. Per Bahralt, i Nani scavavano in profondità, cercando di costruire una città con la stessa eleganza di un’incudine e un martello. Gli umani al nord erano virtuosi e giusti, come Theodor. Al sud, i nomadi non si inchinavano davanti a nessun dio.

Tutto era pace e prosperità. Telara a lungo rimase calma come un campo, la peggiore agitazione poco più forte del vento sull’erba alta. Ma questo campo era fin troppo fertile perché qualcuno non lo reclamasse a breve. Così ricca di sourcestone, situata così bene fra i piani, così giovane, Telara era pronta per essere divorata.

Predoni cosmici

Un marinaio può vedere uno squalo nutrirsi, e dire di aver visto la fame, o dagli occhi scuri dello squalo potrebbe capire cos’è la fame e diventare pazzo. Questa è la differenza tra la vera natura della Blood Storm e le forme di drago che prendono su Telara.

La Blood Storm vagava per il cosmo, spezzando mondi per la sourcestone come se prendessero midollo dalle ossa dei vivi. La loro scia di distruzione li condusse a Telara, e sotto forma di draghi enormi, la Blood Storm si abbatté sul nostro mondo in una brama frenetica.

Le terribili divinità scatenarono disastri e mostruosità di ogni genere. Mortali ribelli si unirono persino alla causa dei draghi, nel desiderio di disfare il mondo per potere e per un posto sotto quelle grandi ali di pelle. Telara era in bilico sull’orlo della perdizione, prima che la Blood Storm si frantumasse, divisa dalla propria natura terribile.

Separati dalla cupidigia

Ognuno dei cinque draghi minori vide in Telara l’immagine dei propri sogni e voglie, ma Regulos, il più potente, non voleva sentir parlare di lasciare nemmeno un solo mondo intatto nella sua missione per divorare tutta la creazione. Gli altri draghi della Blood Storm lo attaccarono, e mentre la loro battaglia lacerava i cieli, i popoli di Telara si radunavano.

I Nani spalancarono le porte di pietra e marciarono fuori nel sole per combattere. Le tribù umane del nord e del sud presero le armi. Messi in imbarazzo dal loro coraggio, mettemmo da parte la diffidenza e lasciammo le foreste, portando la luce della magia ai nostri nuovi fratelli, e le punte delle nostre frecce agli invasori.

Il branco di lupi che riesce a mettere alle strette un toro non dovrebbe mettersi a bisticciare per il pezzo di carne migliore prima che la preda sia morta, o il toro potrebbe incornarli a morte uno per uno a morte. La gente di Telara colse la Blood Storm di sorpresa. L’Era dei Draghi durò secoli, ma i draghi erano troppo inveleniti per unire le forze. Uno dopo l’altro, grandi eroi imprigionarono i draghi, e alla fine, scacciarono il terribile Regulos sui piani.

Rinati nella gloria

Come il duro inverno porta una famiglia senza cibo a stringersi l’uno all’altro per riscaldarsi, così la Blood Storm, nonostante tutta la distruzione portata, spinse i popoli di Telara a raggrupparsi, rendendoli uniti e forti. Gli dei si unirono nella Vigil, ed aiutarono i maestri mortali dell’arcano a costruire il Ward, un’impenetrabile barriera per proteggere Telara dalla furia planare.

I Nani tornarono alle loro case in montagna, ma tennero le porte aperte per ricevere ospiti. Gli uomini del sud, gli Eth, avevano usano macchine tecnomagiche durante le guerre, e ne estesero l’uso per costruire un impero di città-stato scintillanti. Quando l’Impero Eth arrivò a una brusca fine, i Mathosian del nord si diedero a un canto possente che riempì tutti gli spazi, da mare a mare.
E noi Elfi, ci separammo. Il nostro scisma è stata la prima crepa nel vaso di cristallo che poi si apre in una frattura. Della rovina di Telara siamo stati, se non la causa, il primo sintomo.