Asha Catari: La Rift Walker
Esistono artefatti in una fiorente città-stato conosciuta come Catari che risalgono all’impero Eth. Anche se l’impero è caduto, la famiglia degli stregoni signori dello stato ha resistito, continuando a tirar fuori alcuni dei migliori maghi di Telara. Le sorelle Aurum e Asha Catari non fecero eccezione alla tradizione. Entrambe si distinsero fra gli alunni del Quicksilver College, anche se in modi diversi. Aurum era la brillante stella dell’accademia, sempre pronta a svolgere i compiti che le venivano affidati superando i criteri di eccellenza. Asha, la più giovane, era ugualmente dotata, ma mal sottostava al rigido programma della scuola, mettendo in discussione l’efficacia di metodologie vecchie di secoli. Venne espulsa al terzo anno per aver studiato le arti del warlock, una materia proibita nel college. Lo scandalo portò il padre, Theo Catari, il rappresentante delle razze meridionali e Alto mago alla corte di Mathos, a disconoscerla.
Senza essere pentita, Asha viaggiò verso le terre meridionali dei suoi antenati Eth e si unì all’Alleanza degli Dragonslayer, un’antica organizzazione dedicata a tenere sotto controllo i culti della Blood Storm. Diventò subito un adepta di prim’ordine, anche se un po’ immatura e spericolata, e divenne il loro guerriero arcano più feroce.
Fu per questi meriti che dieci anni più tardi venne mandata come loro rappresentante sul campo di battaglia di Zareph Mathos, per avvertirlo del legame fra suo fratello e la Corte Infinita. Invece di tornare subito indietro all’Alleanza, rimase per combattere con le forze di Mathos. Quando poi l’Ombra si scatenò libera, Asha fu tra coloro distrutti dal suo potere oscuro.
Attraverso il velo, Regulos richiamò il suo spirito dal Soulstream (ndt, corrente di anime). Il Distruttore le infuse un grande potere per tentarla e convincerla a diventare il suo generale su Telara. Infuriato dal rifiuto di Asha, Regulos tentò di distruggerla, dando fuoco alla stessa energia che aveva diffuso nella sua anima. Ma prima che Regulos potesse finirlo, lo spirito agonizzante di Asha venne trascinato via nell’ululato di frustrazione della terribile divinità.
Asha si risvegliò, con il respiro mozzato, vicino una macchina nelle Shadowlands. Orphiel Farwind, suo mentore e amico, stava accanto a lei guardandola con un’espressione di trionfo. Le spiegò che aveva usato la tecnologia degli antichi Eth per riportarla alla vita, e che lei era soltanto il primo dei guerrieri che aveva intenzione di far ritornare in vita. Le chiese di essere il suo campione e seconda in comando, continuando il lavoro che avevano fatto con l’Alleanza dei Dragonslayer. Lei disse di sì, ammettendo però che in parte era motivata da un desiderio di vendetta su Regulos. Orphiel si rese conto che lei non era la stessa giovane donna che aveva mandato da Zareph così tante decadi fa. Fisicamente, era cambiata; era coperta di glifi di potere che le infiammavano la pelle. Era anche più calma, più tranquilla, e intensamente determinata. La ragazza spericolata e testarda se ne era andata, e al suo posto stava un essere che non era più totalmente umano.
Anche gli altri seguaci di Orphiel poterono sentire il cambiamento, ma non lo accettarono così facilmente. I poteri planari di Asha, e il suo eventuale ruolo nella caduta di Port Scion la resero un paria per tutti eccetto chi le stava più vicino, ma il disagio dei suoi compagni Telariani non riuscì a scoraggiarla. Asha era intenzionata a seguire la sua causa, e, insieme a Orphiel, avrebbe aiutato a creare una nuova organizzazione dedicata al salvataggio di Telara: i Defiant.
