Stonefield
Tuono nelle colline
Il vento soffia come un respiro incessante lungo le colline di Stonefield. L’erba si sforza di tendersi da una parte all’altra delle colline tondeggianti che si gonfiano insieme come i muscoli di qualche enorme gigante di pietra, pronto ad aprire i terreno e a saltare fuori dalle profondità della terra per schiacciare gli uomini mortali.
Dormienti nella pietra
Tanto tempo fa i brillanti e folli re stregoni degli Eth osarono evocare i titani dal Piano della Terra a Stonefield. Gli Eth collocarono questi esseri – forse la più pura espressione della loro invincibile potenza di elemento- a guardia delle preziose miniere di sourcestone di Stonefield
La pietra non è soltanto dura e forte ma anche paziente, fredda, sicura, nascondendo vene di lucentezza. I titani aspettarono e tramarono, e lentamente formarono un armata di troll di montagna, elementali di pietra e trogloditi. Senza alcun avviso si sollevarono e spazzarono via gli Eth da Stonefield come una valanga.
Con ingegnosità, tenacia, e dopo anni di lotta sanguinosa gli Eth riuscirono a sopraffare i titani e li confinarono nelle profondità delle colline. Si dice che covino la rabbia all’interno delle loro tombe-prigioni, ed ogni valanga e roccia tremante, ogni spostamento nella roccia, è il risultato di qualche titano furioso che batte i pugni in un muro inscalfibile.
Le ossa della terra
In alcuni luoghi, l’influenza dei titani prorompe attraverso la pietra vera e propria. A Titan Rest, lo scheletro di un esemplare di dimensioni particolarmente grandi affiora dalle colline, con la mascella aperta in un grido senza fine. Giganteschi uccelli svolazzano tra le sue costole, come se sperassero di afferrare un antico pezzo di carne dalle ossa.
I troll delle montagne vagabondano nella sua tomba rivolta verso l’alto, risposandosi a contatto con le ossa del polso o facendo le loro tane nelle sue cavità oculari. Questi grossolani bruti sono divisi in due fazioni: quelli che desiderano ardentemente un ritorno del dominio dei titani e quelli che assaporano la libertà di girare per le colline, schiacciando ed uccidendo a piacimento. Quando si incontrano troll di accampamenti nemici, si attaccano tra di loro, con i piedi tozzi a squassare la terra, e si scontrano come massi. Spaccature nelle enormi ossa del titano potrebbero essere la prova di dove un troll si è schiantato contro la testa di un altro.
Granite Falls
Granite Falls è proprio arida ed asciutta come il suo nome suggerisce. Una volta questa era una prosperosa cittadina di minatori, con i suoi esperti abitanti che estraevano sourcestone da alcuni dei più ricchi giacimenti di Telara. I minatori rispettavano la terra e non scavarono mai troppo in fondo per paura di risvegliare gli antichi prigionieri. Questo approccio sensibile non è servito a proteggere la gente del villaggio dalle calamità che si sono susseguite con l’avvento dei Rift.
Cacciati dalle Deepstrike Mine dal Tribunale Senza fine, la gente di Granite Falls ha perduto i propri mezzi di sussistenza, con il disoccupato che siede, depresso e corrucciato, nella taverna affollata. Per aggiungere il danno all’offesa, una malattia misteriosa si è diffusa tra la gente delle colline, avvelenando anche i polmoni dei coriacei minatori.
Per coloro che soccombono alla malattia, fame e disperazione non trovano riposo, per la resurrezione dei morti nel cimitero fuori Granite Falls, ansiosi di accrescere i loro numeri con i cadaveri freschi di coloro che sono a lutto e passano vicino. I portali della morte adesso sono diffusi nelle colline quasi quanto quelli della terra, e niente a Stonefield rimane sotterrato a lungo.
Trascrizione dalle letture di Haru Windsworn, Maestro di Studi sui Bahmi a Meridian
“Oggi siamo onorati dalla presenza di Bora Temurgal,reaver asceso della tribù del Red Sun. Come potete chiaramente vedere i Bahmi decorano la loro pelle con tatuaggi a scopo narrativo chiamati ‘sefir.’ Diversamente dai Mathosiani che si vantano delle loro gesta intorno al fuoco, gli stoici Bahmi conservano il fiato scrivendo le loro imprese sulla propria carne.
Qui c’è un racconto particolarmente stimolante che si spiega dal bicipite inferiore del Primo Cacciatore Temurgal fino a formare un cerchio intorno al polso. Lo leggerò ad alta voce e coloro che tra di voi hanno completato il corso sono liberi di fare altrettanto dopo di me.
Ho ucciso un troll, e questi era forte.
Egli pensava di colpirmi tendendomi un agguato.
L’ho sentito arrivare,
Rumoroso come macigni che ruzzolano.
Il suo pugno battè con forza,
ma colpì soltanto la terra.
I suoi denti digrignava chiusi,
ma masticò soltanto aria.
La mia ascia squassò un canyon nella sua gola.
Egli si dimenò e si allungò per me.
Afferrò soltanto la morte.
Per essere sicuro ficcai la mia ascia nella sua testa.
e stetti seduto sul suo corpo per un po’ di tempo,
chiedendomi come mai, morendo
egli grugnì il nome ‘Centius’
E così andò.”
