Piano dell’Aria

Rift dell’Aria: venti dall’aldilà

Come l’inizio della follia in un uomo sano di mente, Telara può essere flagellata in qualsiasi momento dal male, dalla sua stessa aria. Il cielo potrebbe aprirsi sopra una pianura aperta o rompersi sopra le vette più alte. L’aria frizzante e serena si attorciglia in una tempesta odiosa, con i venti che montano e si avvolgono in spirale con una tale furia che staccano massi da terra, facendoli roteare come i giocattoli di un giocoliere pazzo.

I fortunati che si imbattono nel raggio di azione di un Rift dell’Aria sono schiacciati da questi massi. Altri vedono le loro carni levigate dai detriti nati dall’azione di venti taglienti come il rasoio o sono afferrati dalla tempesta, abbrustoliti dai fulmini e squarciati da arto ad arto da mostri che volano attraverso il Rift scintillante.

Il Piano dell’Aria: il cielo senza pietà

Il Piano dell’Aria è composto quasi interamente dal suo elemento primario: un cielo turbolento e senza fine. Vedute di nubi sostituiscono i paesaggi, intorbidendo e contorcendosi, scontrandosi tra di loro come continenti. Elementali dell’Aria e djinali cavalcano il fulmine che forma un arco tra le nubi temporalesche, mentre giganteschi uccelli solcano il vento banchettando su serpenti alati.

Brandelli delle prede degli uccelli del tuono possono continuare a cadere per l’eternità o spiaccicarsi sulle isole fluttuanti che roteano per il cielo. Le poche creature di terra del Piano dell’Aria eleggono qui la loro dimora, isolate per secoli fino a che i venti non spingono due isole l’una accanto all’altra e gli abitanti fanno guerra a coloro che ritengono stranieri.

Toccati dall’Aria: viaggiatori nella tempesta

Come il cielo senza pietà, le creature provenienti dai Rift dell’Aria sono incuranti, arroganti, totalmente senza cuore. Essiesono il vento che fa roteare un uomo caduto senza fine come un ciondolo brillante, lasciando che si schianti contro le rocce senza mai sollevarlo in alto.

Grifoni, Roc, Arpie volano sui cieli di Telara, sollevando bestiame da portare ai loro nidi di montagna—e soltanto bestiame se i pastori sono fortunati. Brutali Gargoyle stanno accovacciati sui parapetti di castelli abbandonati, mentre le cockatrici nidificano nelle torri e gli sporchi scavenger sono pronti a razziare gli incauti con i loro artigli appestati. Vespidi —vespe delle dimensioni di cavalli—si avventurano dai loro alveari-tumulo a caccia di ventri mortali nei quali depositare le loro uova. E yeti scendono giù con furia dai picchi di montagna urlando come il vento, affamati come un crepaccio spalancato.

Il Drago dell’Aria: la Broodmother

Quando all’inizio i draghi arrivarono su Telara, Crucia unì interi eserciti sotto un grande alveare avendo cura che si diffondessero come il vento in un unico assalto coordinato. Se non fosse stato per le coraggiose imprese degli eroi di Telara, ogni essere mortale sarebbe stato ridotto in schiavitù dal drago bianco.

Ma la barriera cedette, e con essa la prigione di Crucia. Ancora intrappolata, la Broodmother trama all’interno della sua tomba gelata, manipolando chiunque e ovunque possa, ma felice di colpire come la forza di un fulmine quando sarà necessario. Le sue Storm Legion si sono alleate tra di loro e tradito tutti gli altri culti dei draghi in un tempo o in un altro, perché questo è il suo modo di agire: attraverso la manipolazione, la coercizione, o il controllo diretto della mente lei piegherà ogni volontà in sintonia con la propria fino a che tutto il creato non canti in perfetta sintonia.

Il Culto di Crucia: la Storm Legion

Una volta Crucia possedeva un vasto Impero, inflessibili eserciti e la più sofisticata rete di spie nella storia di Telara. Ora, la Regina della Tempesta può limitarsi ad invadere e rovesciare le menti dei mortali che non hanno la forza di resisterle.

Un amico di lunga data improvvisamente cambia espressione e diventa un assassino letale. I bambini si rivoltano contro i genitori e i Re sono uccisi dalle consorti che la notte prima avevano giurato amore eterno. Crucia non può controllare completamente tutti nel suo culto ma una volta manipolato, lo schiavo rimane una sorta di tabula rasa, preda facile per ulteriore controllo. Crucia ha indossato le loro menti in modo agile, come il vento perlustra la montagna.

Il tè di un vecchio saggio

Del saggio Won Odego, il primo Paragon, il Bahmi racconta questa storia.

Won Odego aveva un allieva, la figlia di sua sorella, forte e agile. Ella aveva combattuto con la grazia imprevedibile di un urugano e la sua mente allo stesso modo era libera e selvaggia. Così il maestro disse all’allieva di preparare il tè ogni mattina, sempre allo stesso momento, sempre la stessa miscela, sempre alla stessa temperatura sia d’estate che con la neve.

“Perchè?”chiese l’allieva. Ma Won Odego sorrise soltanto.

La studentessa fece il tè nel modo giusto ma senza cura per una signora di spada, che banalità, il compito di preparare sempre lo stesso tè tutti i giorni?

Quindi un mattino, Won Odego si sedette e assaggiò un tè che gli scottò le labbra. Egli incrociò le sue spade dietro la nuca, intercettando il colpo della sua allieva, quindi si girò e incontrò il suo assalto. Per giorni risuonò il fragore delle lame. Questo burattino dagli occhi bianchi aveva la forza e l’abilità dell’allieva ma nulla della sua inventiva. Alla fine lei rimase immobile, con lo squarcio provocatole da Odego a tagliarle la gola.

“Colei che festeggia nella tempesta deve tenere un piede per terra,” disse Won Odego, ed il vento spazzò via le lacrime dai suoi occhi.