Dominator

“I tuoi pensieri, le tue azioni, la tua stessa forma; sono miei per farne quello che voglio”

Il Dominator è un mago di supporto che terrorizza gli avversari, lasciandoli incapaci o riluttanti all’azione. Coloro che raccolgono il coraggio per attaccare un Dominator si troveranno alla mercé di scudi arcani che rifletteranno la furia dei propri colpi contro loro stessi.

Punti forti

Grazie ad abilità di alterazione della mente che interrompono facilmente la concentrazione, i Dominator sono la rovina dei caster nemici, soprattutto gli healer. I Dominators eccellono anche nel causare lo sbando fra i ranghi nemici, rendendo gli avversari prede isolate e terrorizzate per i propri alleati.

Punti deboli

Come molti che fanno affidamento sulla paura, i Dominator stessi sono fragili e hanno bisogno di uno schermo solido di compagni per proteggerli dall’ira di coloro che tormentano.

Background

Nyx era amata dai Kelari. Una bellissima giovane, era promessa sposa a Heliod, che era destinato a diventare alto sacerdote. In una terra dove la spietatezza era una virtù, Nyx era nota per le sue maniere dolci. La sua voce melodiosa richiamava gli scoiattoli dagli alberi e gli uccelli dai cieli per appollaiarsi sulle sue spalle.

Tornando da una giornata in una radura ombrosa, Nyx entrò nella sua sfarzosa camera per trovare uno stregone Abissale in attesa, con un coltello in mano.

“Il tuo destino muore con te…” la minaccia del cultista senza volto gli morì in gola, ed egli rimpicciolì e si rattrappì finché rimase solo uno scoiattolo che correva in circolo al suo posto. Canticchiando a bocca chiusa un motivo soave, Nyx richiamò a sè l’animale e lo mise in una gabbia che immerse immediatamente in una cisterna. Cantava sulle grida terrorizzate dell’animale, e alla fine buttò la carcassa fuori dalla finestra.

I cultisti dell’Acqua erano arrivati. Di nuovo. Uffa, pensò Nyx, quante volte devo avere a che fare con questa gente?

“Oh, Heliod!” chiamò dolcemente, la mano sul coltello rituale tempestato di gemme che teneva al fianco. “Penso che avremo ospiti presto!” Aprì la porta del salone per vedere se stava meditando.

Invece vide altri cultisti Abissali, con indosso maschere fatte con le pelli delle loro vittime. Il più grosso con le spade stava facendo il suo Heliod a pezzi per i loro rituali demoniaci, mentre gli altri erano occupati a dipingere simboli profani.

“Bene, vedo che vi siete messi comodi.” Il suo sorriso allenato non vacillava mai. “Dovete essere stanchi.” Seguendo il gesto della sua mano, i cultisti si ritrovarono a lottare per restare svegli. L’amabilità in lei evaporò mentre l’aria stessa si scuriva. “E ora mi avete costretta ad addestrare un altro marito,” disse Nyx mentre si divideva in ombre che scivolarono lungo le pareti.

I cultisti di Akylios erano abituati a cose pazze. Ma in casa di Nyx patirono i tormenti finali più grandi: corsero per la stanza strappandosi la pelle dal volto per rimuovere insetti immaginari, persero ogni ricordo di chi fossero, e alla fine si gettarono l’uno addosso l’altro in preda alla paranoia. Con il loro stesso sangue, distrussero qualsiasi schema arcano tentato poco prima.

Nyx si girò e guardò il capo, che aveva trovato la forza per restare in piedi. “Strega!” egli gridò, “Akylios non cadrà per colpa di quelli come te!” Un dardo di energia dalla potenza indescrivibile sibilò nell’aria e rimbalzò sullo scudo magico di Nyx, per tornare diritto su chi l’aveva lanciato. Qualunque incantesimo fosse sembrava doloroso.

“Sì, sì, voi cultisti e le vostre chiacchiere. Consideratemi ufficialmente annoiata.” E Nyx estirpò la magia dallo stregone, dalla bocca, dal naso, dai condotti lacrimali e dai pori. Il corpo del cultista crollò sul mucchio dei suoi seguaci.

Nyx controllò il suo aspetto allo specchio, e aggrottò le sopracciglia in una maniera deliziosa. “Beh, se non altro ho dimostrato a questo Akyli-qualcosa che con me non si scherza.”